29 aprile 2022

Mexico Aztecas: la prima squadra messicana di una lega professionistica

Nella stagione 1994/1995 la Continental Basketball Association, lega professionistica di pallacanestro seconda per importanza alla NBA, ha visto la presenza della prima squadra messicana di qualche rilievo in un campionato nordamericano: i Mexico Aztecas. La squadra nacque dal trasferimento dei Fargo-Moorhead Fever, nati nel 1982 come Detroit Sprints, dalla zona di Fargo–Moorhead, tra il North Dakota e il Minnesota, a Città del Messico. La prima partita ufficiale degli Aztecas fu giocata il 18 novembre a Oklahoma City dove persero per 109 a 102 contro la squadra di casa, gli Oklahoma City Cavalry.

I Mexico Aztecas giocavano la partite casalinghe al Palacio de los Deportes dove disputarono la prima partita in casa il 20 novembre, vincendo per 90 a 88 contro i Chicago Rockers, e dove raggiunsero il record di 12.587 spettatori in occasione dell'ultima partita casalinga contro gli Omaha Racers che rimase il record di spettatori per una partita della CBA fino alla chiusura della lega avvenuta nel 2009.

Nella prima e unica stagione, la squadra fu guidata da Mark Calvin che aveva giocato nell'NBA tra il 76 e l'81 e che aveva allenato i Los Angeles Clippers nella parte finale della stagione 1991/1992. I Mexico Aztecas finirono la stagione con 19 vittorie e 37 sconfitte, chiudendo terzi nella Southern Division e non raggiugendo quindi i playoff. Come si vede dal volantino nell'immagine sotto, la stagione prevedeva 57 partite (di cui 29 in trasferta e 28 a Città del Messico), ma alla fine ne furono giocate solo 56 perché due delle squadre iscritte al campionato, gli Harrisburgh Hammerheads e gli Hartford Hellcats, si ritirarono a stagione in corso. Nei Mexico Aztecas giocarono almeno due giocatori degni di nota: Steven Henson che lasciò la CBA prima ancora dell'inizio del campionato per trasferirsi ai Portland Trail Blazers e Greg Grant che si unì invece ai Denver Nuggets.


I Mexico Aztecas giocarono una stagione sola perché nel dicembre del 1994 il governo messicano dovette abbandonare la parità tra peso messicano e dollaro statunitense, portando a una svalutazione del peso circa del 50%. Tuttavia la squadra doveva pagare i giocatori in dollari mentre gli incassi erano in peso. La situazione costrinse il proprietario Doug Logan a spostare la franchigia a San Diego con il nome di San Diego Wildcards, dove non riuscirono neanche a terminare la stagione 95/96 chiudendo le proprie attività a gennaio 96 dopo aver giocato 21 delle 56 partite previste.

Il 6 dicembre 1997 il Palacio de los Deportes ospitò una partita di regular season NBA tra Houston Rockets e Dallas Mavericks, ma per vedere una nuova squadra messicana in una lega professionistica a stelle e strisce è stato necessario attendere il 2021, quando i Capitanes de Ciudad de México sono passati dalla Liga Nacional de Baloncesto Profesional messicana alla NBA G League, la lega minore ufficiale dell'NBA. La squadra è stata fondata nel 2017 per riportare la pallacanestro nella capitale, e nel 2019 fu annunciato il passaggio alla G League. I Capitanes avrebbero dovuto debuttare nella G League nel 2020, ma la pandemia e la conseguente difficoltà nei viaggi transnazionali hanno rimandato l'esordio della squadra alla stagione 2021/2022 e comportato lo spostamento temporaneo a Fort Worth, in Texas, per evitare di dover varcare la frontiera per giocare. Tuttavia nella prima stagione la squadra non ha preso parte alla regular season, ma solo alla Showcase Cup (torneo precedente alla regular season che si svolge tra novembre e dicembre) giocando tutte le partite in trasferta.

Al momento si parla molto di una possibile nuova espansione della NBA e il fatto che la lega voglia darsi un aspetto sempre più internazionale lascia sperare che nei prossimi anni una nuova squadra di alto livello possa tornare a Città del Messico. Non sappiamo se, quando e come questo accadrà; il New York Times ha ipotizzato che l'obiettivo della proprietà dei Capitanes sia di approdare alla NBA, se al contrario dovesse esserci un nuovo expansion team sarebbe auspicabile che venga recuperato il nome dei Mexico Aztecas.

Fonti:

5 aprile 2022

L'isola di Saipan e il turismo delle nascite

Tra il 2010 e il 2020 l'isola di Saipan, una delle isole dell'arcipelago delle Marianne Settentrionali sede della capitale dell'omonimo commonwealth, ha visto un vertiginoso aumento del fenomeno del turismo delle nascite, ovvero l'ingresso di donne nelle ultime settimane di gravidanza allo scopo di partorire il proprio figlio sul suolo americano così che i neonati siano, in virtù del quattordicesimo emendamento della costituzione, cittadini degli USA. Il fenomeno ha interessato soprattutto donne e coppie cinesi, in quanto al tempo per entrare nelle Isole Marianne dalla Cina non era richiesto il visto purché la permanenza nell'isola fosse inferiore a 45 giorni.

By MICHAELeDILLEY - Own work, CC BY-SA 4.0

Il numero di figli di turisti nati nelle Marianne Settentrionali era di otto nel 2009 ed è salito a circa seicento nel 2018, di cui il 95% figli di genitori cinesi, i rimanenti figli di filippini, coreani, giapponesi e russi. Il turismo delle nascite verso le Isole Marianne Settentrionali ha visto una brusca accelerata dal 2013, quando la regione amministrativa speciale di Hong Kong ha imposto limiti all'ingresso di donne incinte provenienti dal resto della Cina. Saipan ha quindi soppiantato Hong Kong per questa atipica tipologia di destinazioni.

L'aumento della domanda per le nascite nelle Isole Marianne ha portato ovviamente allo sviluppo di un mercato nero dell'ospitalità e dell'assistenza a donne in viaggio a Saipan per questo fine. Un'indagine dell'FBI partì quando una dottoressa di Saipan, dapprima rimasta anonima e poi autosegnalatasi in rete come Claire Grove, informò i federali riguardo a un uomo che inviava presso la clinica dove lavorava un numero abnorme di donne straniere a partorire. L'FBI scoprì che l'uomo, chiamato Sen Sun e che viveva a Saipan da clandestino, organizzava viaggi, ospitalità e assistenza alle turiste. Sen Sun operava in un albergo di Garapan, la città più grande di Saipan, dove lavoravano circa trenta assistenti cinesi clandestine che venivano pagate 1.800 dollari per ogni famiglia assistita. L'assistenza durava quarantacinque giorni a famiglia. Saipan ricade sotto l'area di competenza del Procuratore Distrettuale di Guam e delle Isole Marianne Settentrionali che è particolarmente attento al fenomeno dell'immigrazione clandestina. Sen Sun è stato arrestato nel 2017 e condannato nel 2018 a un anno di detenzione a una multa di 33.000 dollari.

Nel 2017, per arginare il problema, l'amministrazione Trump ha imposto il visto anche per l'ingresso nelle Isole Marianne; alle donne in gravidanza viene concesso solo nel caso in cui possano documentare la necessità di partorire negli USA per motivi medici, per evitare che si crei una generazione di americani che vivono all'estero. L'applicazione delle nuove norme è comunque molto complicata, perché né gli uffici consolari né i funzionari delle frontiere possono chiedere a una donna se sia in stato di gravidanza; la valutazione andrebbe fatta solo guardando la viaggiatrice con evidenti rischi di errori e incidenti, In seguito all'emissione delle nuove regole, in almeno un caso la compagnia aerea Hong Kong Expressway ha obbligato una passeggera a sottoporsi a un test di gravidanza prima di imbarcarsi per Saipan; il test risultò negativo e la compagnia, di proprietà della Cathay Pacific, si è in seguito scusata per l'accaduto.

La pandemia da Covid-19 e il conseguente blocco dei voli hanno sicuramente limitato anche il turismo delle nascite, ma si può prevedere che presto ripartirà. Quello del turismo delle nascite nelle Marianne Settentrionali è un fenomeno i cui problemi sono tutt'altro che risolti.