25 novembre 2022

The Hawaiians, la squadra professionistica di football di Honololu


Tra il 1974 e il 1975 l'NFL subì la concorrenza di un'altra lega professionistica chiamata World Football League che nacque grazie agli sforzi dell'avvocato e imprenditore Gary Davidson. Davidson non era un volto nuovo nel panorama dello sport nordamericano, visto che in precedenza aveva contribuito alla fondazione di altre due leghe minori di buon successo quali la American Basketball Association e la World Hockey Association che contribuirono in modo fondamentale a forgiare la pallacanestro e l'hockey su ghiaccio come lo conosciamo oggi. La WFL giocò solo due stagioni, la seconda delle quali fu interrotta dopo tredici partite di regular season contro le diciotto previste inizialmente. La lega era composta da tredici squadre di cui dodici posizionate negli Stati Uniti continentali più una a Honolulu che ad oggi rimane la squadra di football hawaiana di maggiore successo, la squadra era chiamata The Hawaiians.

Il nome della squadra fu scelto con un sondaggio che vide in realtà come vincitore il nome di Honolulu Warriors, tale nome però non poté essere scelto perché esisteva giù una squadra che si chiamava così. Al secondo posto arrivò il nome Allis che significa nobiltà in hawaiano, ma anche questa seconda scelta fu scartata perché era impossibile da capire per chiunque al di fuori delle Hawaii. Al terzo posto arrivò il nome The Hawaiians che aveva superato altre proposte come Volcanos, Surf, Breakers, Fighting Pineapples o Tourists.

Gli Hawaiians non furono la prima squadra professionistica con sede alle Hawaii, prima di loro ci furono infatti Hawaii Chiefs dell'American Basketball League che giocarono la stagione 1961/1962 a Honolulu prima di trasferirsi a Long Beach in California e gli Hawaii Islanders che giocarono nella Triple-A dal 1961 al 1987 quando si spostarono a Colorado Springs.

Gli Hawaiians giocarono la prima stagione all'Honolulu Stadium e la seconda all'Aloha Stadium. Chiusero la prima stagione, che si giocò tra luglio e dicembre, con nove vittorie e undici sconfitte, qualificandosi per i playoff e perdendo in semifinale contro i Birmingham Americans che vinsero poi il campionato battendo in finale i Florida Blazers. La stagione 1975 iniziò a luglio come la precedente e quando la stagione si interruppe gli Hawaiians avevano all'attivo quattro vittorie e sette sconfitte. In entrambe le stagioni furono guidati dal coach Mike Giddings che negli anni 60 aveva allenato la squadra universitaria degli Utah Redskins. Nonostante le difficoltà economiche che portarono la lega alla chiusura, gli Hawaiians furono una delle squadre più solide riuscendo ad essere una delle tre franchigie a non saltare neanche un pagamento degli stipendi nei due anni di attività.


Tra le fila degli Hawaiians giocarono anche giocatori di un certo rilievo, tra cui spiccano l'offensive lineman John Wilbur e il running back Calvin Hill entrambi provenienti dall'NFL e che ci sarebbero tornati dopo le due stagioni della WFL.

Contrariamente alle altre due leghe create da Gary Davidson, la WFL non terminò con una fusione con la lega principale, ma tutte le squadre terminarono la propria attività alla chiusura della lega. Ad oggi Honolulu non è sede di nessuna squadra di rilievo e il football resta confinato tra i quarantotto stati contigui degli USA continentali. L'NFL non sembra al momento intenzionata ad estendersi fuori dai confini, è ad esempio l'unica delle quattro leghe principali a non avere squadre in Canada, ed è quindi purtroppo improbabile che in un prossimo futuro la palla ovale torni alle Hawaii a rinverdire la tradizione degli Hawaiians della WFL.


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